Molte persone non sono a conoscenza del perché non ci si possa realmente fidare di WhatsApp, l’app di messaggistica più usata al mondo, e non si preoccupano di cercare delle alternative valide; per questo ho creato questa guida, che vi mostrerà quelle che, secondo me, sono le migliori applicazioni di chat per sicurezza e privacy, cominciando da quelle più basiche per arrivare a quelle più avanzate (e paranoiche). In questo modo potrete sia portare i vostri conoscenti su piattaforme migliori ma comunque semplici da usare, sia sperimentare con qualcosa di più sofisticato.
Cominciamo!
Ma perché WhatsApp non va bene?#
Prima di abbandonare WhatsApp, vale la pena capire perché non ci si può fidare dell’app stessa e dei suoi sviluppatori.
Innanzitutto, WhatsApp è un’applicazione gratuita prodotta da una società commerciale che ha come modello di business la vendita dei dati personali, Meta. Questo fa sorgere un dubbio importante: cosa spinge Meta a mantenere attivo un servizio utilizzato da miliardi di persone senza chiedere nulla in cambio? Escludendo il nuovo abbonamento a pagamento WhatsApp Plus e il piano Business, che risulterebbero comunque incapaci di coprire i costi dell’intera infrastruttura, la risposta è che probabilmente Meta sfrutta WhatsApp per estrarre dati personali e utilizza questi ultimi per i propri scopi di lucro.
Si potrebbe obiettare che WhatsApp implementa un sistema di crittografia end-to-end per i messaggi, che garantisce che le chat rimangano confidenziali tra i partecipanti, e che quindi Meta non ha modo di leggere i messaggi privati degli utenti; questo sarebbe vero, se non fosse per una caratteristica fondamentale dell’app: WhatsApp è un software closed source. Questo implica che non si può leggere il codice sorgente dell’applicazione, e che non si può verificare il modo in cui è implementata la crittografia; l’unica cosa che si può fare è prendere per buona la parola di una società che vende dati personali per professione, e fidarsi del fatto che cifreranno tutti i nostri messaggi senza prima leggerli o salvarli. Inoltre, anche assumendo che la E2EE sia applicata correttamente, una falla di sicurezza nel client (accidentale o volontaria) potrebbe eludere facilmente la sicurezza garantita dalla crittografia, senza possibilità di essere rilevata tempestivamente a causa della natura chiusa del codice dell’app.
Volendo ipotizzare che la crittografia funzioni a dovere, che il client si comporti in modo perfettamente legittimo e che non ci siano vulnerabilità di qualche tipo, resta il problema dell’analisi dei metadati. Infatti, nonostante il contenuto dei messaggi WhatsApp sia teoricamente criptato, i server di Meta possono comunque vedere diverse informazioni “di servizio”, tra cui:
- Date di accesso e timestamp dei messaggi
- Contatti con cui si è in comunicazione
- Tipi di file inviati (analizzando la dimensione e altri metadati)
- Indirizzo IP
- Posizione approssimativa (e in alcune circostanze precisa) di un mittente
Con questi dati a disposizione è possibile ricostruire un’immagine abbastanza precisa delle attività che una persona svolge su WhatsApp, e il contenuto del messaggio in sé passa quasi in secondo piano. Persino l’ex direttore della National Security Agency degli Stati Uniti, Michael Hayden, ha dichiarato che l’NSA “uccide le persone basandosi sui metadati”; da questo si capisce bene che è meglio evitare che un’applicazione raccolga tali informazioni.
Telegram: i primi passi verso la privacy#

Telegram, a differenza di come è stata pubblicizzata dai suoi sviluppatori, non è l’app di chat super sicura che ci si aspetterebbe, ma ha comunque dei punti di forza che la rendono leggermente migliore rispetto a WhatsApp:
- Client open source: Il client di Telegram è completamente open source ed è disponibile pubblicamente su GitHub, sia per la versione mobile che per desktop e web.
- Protocollo crittografico verificabile: Telegram ha implementato il proprio protocollo crittografico per le chat, MTProto, che è verificabile da chiunque in quanto si tratta di uno standard aperto.
- Utilizzato da molte persone: Telegram ha 1 miliardo di utenti mensili attivi, un numero di gran lunga superiore a qualunque altra app che vedremo oggi. Utilizzare un servizio di messaggistica super sicuro non vi servirà a molto se nessuno la usa!
Considerare Telegram come la soluzione definitiva è però un grosso errore: anche Telegram ha degli svantaggi importanti e dei comportamenti non del tutto trasparenti:
- Messaggi non cifrati di default: per attivare effettivamente la E2EE nelle chat Telegram, bisogna esplicitamente avviare una “chat segreta”, opzione disponibile esclusivamente per le chat dirette tra due persone e non sincronizzabile su altri dispositivi. Tutti i messaggi normali vengono archiviati sui server Telegram in forma non cifrata.
- Build non riproducibili: non si può verificare che i file di installazione distribuiti sugli store e sul sito ufficiale non contengano modifiche nascoste rispetto al codice sorgente mostrato al pubblico.
- Server non open source: il software backend eseguito sui server di Telegram non è open source e non si può essere certi di che operazioni svolga.
- Politica sui metadati non chiara: Telegram non dichiara esplicitamente che tipo di metadati raccoglie e in che modo elabora tali informazioni.
Nota: chiamate e videochiamate sono sempre soggette a crittografia E2EE per impostazione predefinita.
Non bisogna vedere Telegram come la migliore app di chat per la privacy: è solo un punto di partenza per rendere un po’ più private le proprie conversazioni sfruttando un’app che è comunque utilizzata da moltissime persone. Avere un client open source è già un passo avanti.
Signal: il gold standard della privacy#

Signal è probabilmente l’opzione più solida e matura per comunicare in modo privato e sicuro. Sviluppato da una fondazione no-profit indipendente, la Signal Foundation, Signal è un modello di riferimento per l’intera industria, grazie alle sue caratteristiche uniche:
- Client e server completamente open source e con build riproducibili.
- Protocollo crittografico aperto e verificabile (Signal Protocol, lo stesso che WhatsApp afferma di usare).
- Crittografia implementata di default in tutte le chat.
- Ricco di funzionalità avanzate e semplice da utilizzare.
- Raccolta di metadati estremamente ridotta (dimostrata in diversi casi giudiziari reali).
- Aggiramento della censura grazie a una rete di proxy TLS eseguiti da volontari.
Nonostante Signal sia una soluzione estremamente valida, non è privo di difetti che potrebbero scoraggiarvi dall’utilizzarlo:
- Self-hosting impossibile: non si può gestire il proprio server Signal personale e ci si deve fidare dell’istanza principale
- Centralizzazione: proprio perché esiste un unico server Signal, esso costituisce un bersaglio per stati e criminali informatici.
- Numero di telefono richiesto per la registrazione: bisogna fornire un numero di telefono per registrarsi a Signal (anche se è possibile impostare uno username, e da quel momento in poi condividere il proprio contatto solo tramite il nome utente scelto.)
Nota: la versione standard di Signal, pur essendo open source di per sé, è compilata con i tool proprietari di Google per poter usufruire del servizio di notifiche UnifiedPush di Android. Per avere un client Signal completamente open source è possibile scaricare il fork Molly dal sito https://molly.im/
Matrix e XMPP: comunicazione decentralizzata con federazione#

Matrix e XMPP sono due protocolli di messaggistica decentralizzati; si basano sull’architettura federata, dove ogni utente è registrato a un server capace di comunicare con altri server. Ad esempio, un utente Matrix @utente_esempio:matrix.org può chattare con @utente_esempio_2:element.io grazie alla federazione; il server matrix.org si occuperà di condividere i messaggi al server element.io, mettendo in comunicazione utenti registrati su istanze diverse. XMPP funziona in modo analogo, anche se tra i due protocolli ci sono differenze di quale vale la pena discutere.
Matrix: modernità e decentralizzazione#
Matrix è un protocollo relativamente recente, nato nel 2014, con l’obiettivo di creare un sistema di chat decentralizzato, moderno e sicuro. Il protocollo è mantenuto dalla Matrix.org Foundation, un’organizzazione no-profit che si occupa dello sviluppo dello standard. Matrix è inoltre fortemente legato a Element, un’azienda a scopo di lucro creata da alcune figure di spicco della Matrix.org Foundation che offre servizi per società e team di professionisti, come ad esempio supporto tecnico specializzato relativo al protocollo Matrix e lo sviluppo di server Matrix professionali a pagamento. Element è inoltre responsabile dello sviluppo del principale client Matrix (Element, che porta il nome dell’azienda, ed Element X, la sua versione per dispositivi mobili) e del server Synapse, l’implementazione di server Matrix più usata.
Funzionalità di Matrix#
- Feature moderne come chiamate, videochiamate, gruppi e supporto parziale agli sticker.
- Completamente open source.
- Possibilità di scegliere più client sia desktop, web e sistemi mobile (come Element, FluffyChat e Nheko).
- Self-hosting possibile installando uno dei server Matrix disponibili (come Synapse, Tuwunel e Continuwuity).
- Federazione per comunicare con utenti su istanze diverse.
- Crittografia E2EE implementata per chat dirette e gruppi.
Matrix è l’ideale per chi vuole eseguire il proprio homeserver e partecipare a una rete federata senza nodi centrali, e contemporaneamente vuole una piattaforma moderna e adatta ai principianti; se voleste self-hostare il vostro server di chat e usarlo per comunicare con i vostri amici non tecnici, Matrix è probabilmente quello che fa per voi.
Ci sono tuttavia degli svantaggi da tenere a mente:
- Centralizzazione parziale: la Matrix.org Foundation è responsabile dell’istanza
matrix.org, che attualmente ha in gestione la maggior parte degli utenti della rete. Questo riduce parzialmente la decentralizzazione proclamata dal progetto. - Protocollo pesante: i server Matrix tendono ad essere abbastanza pesanti; in particolare Synapse, l’implementazione in Python più usata, consuma molte risorse. Ciò può essere mitigato usando server più leggeri come Tuwunel e Continuwuity.
- Raccolta di metadati: rispetto a Signal e XMPP, Matrix tende a raccogliere una discreta quantità di metadati. Questo ha poca importanza se si usa un’istanza self-hosted, ma può essere un problema se viene eseguita federazione verso altri server o si usano istanze di terze parti.
- Ruolo di Element: Element come azienda ha un’importanza notevole rispetto al resto della community Matrix, dato che è responsabile del principale client e server, e ha forti legami con la foundation. Va comunque detto che il codice prodotto da Element è comunque aperto e verificabile, e che non ci sono stati casi in cui Element ha ostacolato la community o causato danni al progetto.
XMPP: lo standard di messaggistica universale#
XMPP (Extensible Messaging and Presence Protocol) è un protocollo di chat nato nel 1999, ed è una delle prime implementazioni del concetto di chat come lo conosciamo oggi. Proprio come Matrix, si basa su un’architettura federata, e ha la particolarità di essere facilmente estendibile e personalizzabile.
Il progetto è completamente open source e gestito dalla Internet Engineering Task Force, una fondazione no-profit indipendente. A differenza di Matrix, XMPP è molto più orientato alla community (come da filosofia della IETF) e non sono state create società commerciali legate al protocollo; inoltre, non esiste un’istanza XMPP “di default” gestita dalla IETF o da altri gruppi legati al team di sviluppo, il che rende il protocollo decentralizzato non solo a livello teorico, ma anche pratico.
Funzionalità di XMPP#
- Completamente open source.
- Possibilità di scegliere più client sia desktop, web e sistemi mobile (come Gajim, Movim e Conversations).
- Self-hosting possibile installando uno dei server XMPP disponibili (come Prosody, ejabberd e Openfire).
- Federazione per comunicare con utenti su istanze diverse.
- Supporto a chiamate, videochiamate e gruppi.
- Crittografia E2EE per chat dirette e gruppi.
- Protocollo leggero: i server XMPP tendono ad essere estremamente lightweight rispetto a Matrix.
- Meno metadati raccolti: per via di come è stato realizzato XMPP, il protocollo tende a raccogliere meno metadati rispetto a Matrix.
Rispetto a Matrix, XMPP può essere una scelta più sensata se si vuole dare la priorità alla decentralizzazione effettiva del protocollo, e se non ci si fida del coinvolgimento di aziende for profit come Element. Può inoltre essere utile nel caso vogliate eseguire un server di chat su hardware particolarmente ristretto in termini di risorse (anche se eseguendo server Matrix improntati al risparmio di potenza computazionale, il vantaggio di XMPP si fa meno netto). Per di più, XMPP è praticamente l’unico standard per la messaggistica che consente di espandere in modo relativamente semplice le funzionalità del server, ed è quindi la scelta ottimale se volete un servizio di chat sul quale installare dei plugin.
Ci sono però anche qui dei contro da considerare:
- Meno intuitivo: rispetto a Matrix, i client XMPP tendono spesso ad apparire più vecchi e meno user-friendly (anche se ciò dipende unicamente dal client scelto, non dal protocollo).
- Meno feature moderne: sebbene XMPP supporti la maggior parte delle funzionalità richieste per una chat moderna, il protocollo tende ad essere un po’ più scarno rispetto a Matrix, Signal e WhatsApp stesso, a meno di installare estensioni del protocollo sulla propria istanza.
Briar: l’ultima spiaggia per privacy e anonimato#
Se Signal non vi ha convinto per via della sua natura centralizzata, e né Matrix né XMPP vi sembrano garantire abbastanza privacy a livello di metadati o non avete fiducia nella federazione, allora Briar è quello che fa al caso vostro. Briar è un’app di chat open source completamente peer-to-peer: i client non si connettono ad alcun server, bensì si scambiano i messaggi direttamente tra di loro. Per fare ciò, Briar si connette direttamente all’interlocutore via rete LAN o Bluetooth, oppure in modo completamente anonimo attraverso la rete Tor.
Le funzionalità principali di Briar sono le seguenti:
- Completamente open source.
- Zero server centrali: nessun bersaglio centrale che raccoglie metadati o che sia attaccabile da qualcuno.
- Anonimato completo: grazie alle connessioni dirette o via Tor, nemmeno l’indirizzo IP viene esposto, garantendo comunicazioni praticamente irrintracciabili (a patto che non vengano commessi errori umani).
- Funzionamento indipendente da Internet: in teoria, nel caso di un blackout di Internet, Briar potrebbe ancora funzionare con collegamento LAN o Bluetooth.
- Crittografia E2EE: ovviamente, tutti i messaggi scambiati con Briar sono cifrati.
Purtroppo però, usare Briar porta a delle rinunce importanti:
- Disponibile solo per Android: nessun’altra piattaforma oltre ad Android è supportata da Briar.
- Solo testi e immagini: oltre ai messaggi testuali, l’unico altro tipo di contenuto che si può inviare su Briar sono le foto; quindi, niente video o audio!
- Nessun supporto a chiamate e videochiamate: le telefonate sono impossibili da realizzare per via dei limiti della rete Bluetooth e di Tor.
- Perdita dei messaggi se si va offline: per via della natura peer-to-peer di Briar, se si va offline si perderanno gli eventuali messaggi inviati al proprio client in quell’arco di tempo, in quanto nessun server centrale si occupa di trattenere i messaggi fino a quando il client torna online.
- Sviluppo rallentato dell’app: Briar è attualmente in uno stato di “stasi”: gli sviluppatori hanno fatto sapere che è in modalità di mantenimento, ma che l’app non è morta e continuerà a venire sviluppata. Più informazioni al riguardo possono essere trovate su questo comunicato.
Conclusioni#
Non c’è un’app di chat migliore in assoluto; la scelta ottimale dipende dalle vostre esigenze in termini di privacy e se tenete o meno al concetto di decentralizzazione. Potete prendere queste indicazioni come consiglio generale su cosa scegliere:
- Vi piace il self-hosting e dovete chattare con i vostri amici non tecnici? Usate Matrix.
- Vi piace il self-hosting e dovete chattare solo con tecnici e persone competenti in informatica? XMPP è più adatto.
- Non vi piace il self-hosting? Usate Signal.
- Dovete parlare soltanto con i vostri amici, ma non ne vogliono sapere di Matrix e Signal? Cambiate amici! (oppure usate Telegram).
